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Depressione
Depressione

I disturbi depressivi fanno parte dei disturbi dell’umore e includono il disturbo depressivo maggiore (episodio singolo o disturbo depressivo maggiore ricorrente), la distimia e il NAS (disturbo depressivo Non Altrimenti Specificato).

Nel mondo si stima che circa 340 milioni di persone soffrano di depressione.  Nel corso degli ultimi anni la prevalenza della depressione è aumentata costantemente e allo stesso tempo l’età di insorgenza è diminuita. Attualmente la depressione è considerata  dall’Organizzazione Mondiale della Sanità la seconda causa di disabilità nel panorama delle malattie fisiche e psicologiche, seconda solo all’infarto.

Secondo lo studio ESEMeD (European Study of the Epidemiology of Mental Disorders) in Italia, la prevalenza della depressione maggiore e della distimia nell’arco della vita è dell’11,2% (14,9% nelle donne e 7,2% negli uomini).

I sintomi della depressione più comuni sono la tristezza, perdita di piacere per tutte le attività, mancanza di energia, rallentamento psicomotorio o agitazione, difficoltà nella concentrazione e memoria, difficoltà nel prendere decisioni, autosvalutazione, perdita o aumento di peso, disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia), angoscia, insoddisfazione, isolamento sociale, perdita di speranza nel futuro, mancanza di desiderio sessuale e dolori fisici.

Le cause della depressione possono essere molteplici. Le ricerche mostrano tuttavia la presenza di due fattori di rischio principali come cause della depressione:

-il fattore biologico: alcune persone hanno una maggiore predisposizione genetica  per la depressione;

-il fattore psicologico: le esperienze e i comportamenti appresi nel corso della propria storia di vita possono rendere vulnerabili alla depressione.

Le conseguenze della depressione possono rappresentare importanti ripercussioni sulla vita di tutti i giorni. L’attività scolastica o lavorativa della persona va incontro ad uno scadimento a causa dei problemi di concentrazione e di memoria tipici della depressione. Il ritiro sociale con il tempo danneggia le relazioni con il partner, figli, amici e colleghi. La depressione inoltre condiziona anche il rapporto con sé stessi e il proprio corpo. Tipicamente, infatti, chi è depresso ha difficoltà a curare il proprio aspetto, mangiare e dormire in modo regolare.

La cura della depressione si basa principalmente sui farmaci antidepressivi. oggi esistono farmaci antidepressivi sicuri, ben tollerati e di alta efficacia.

La terapia va personalizzata in base alle caratteristiche di ciascuno, mediante un’accurata raccolta delle informazioni mediche.

Può succedere che alcune persone ottengano migliori risultati con determinati farmaci piuttosto che con altri: per questo è importante sapere quali farmaci sono stati assunti in precedenza, con quali dosi e per quanto tempo, anche per escludere che la mancata o ridotta efficacia di un trattamento sia in realtà dovuta a un’assunzione non corretta.

È bene sapere che i farmaci antidepressivi non creano dipendenza e costituiscono una cura, al termine della quale il medico prescrive una sospensione in modo graduale.  In alcuni casi di depressione ricorrente può essere opportuno proseguire con una terapia di mantenimento o inserire dei farmaci stabilizzanti dell’umore. In ogni caso solo lo specialista può valutare i farmaci più appropriati per un paziente e la terapia non va autogestita nè interrotta autonomamente.

In alcuni casi il paziente può trarre beneficio anche da una terapia psicologica di supporto, che si affianca al trattamento farmacologico. In altri casi si può impostare solo una psicoterapia, escludendo del tutto il ricorso ai farmaci, a condizione che i sintomi siano più lievi e non interferiscano seriamente con le attività quotidiane.

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